Casa, Imprese e fisco i tre versanti su cui interviene il Decreto del fare pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2013 ed entrato in vigore il 22 giugno. Le norme previste dal Decreto, in materia di impresa, giustizia civile e fiscale, saranno definitivamente operative a seguito della stesura e pubblicazione del Decreto Attuativo, che definirà gli aspetti regolamentari e gli ambiti di applicazione delle stesse. Di seguito alcune novità.

SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA EDILIZIA

1. Durc e certificati di agibilità.

Il Decreto del Fare introduce importanti semplificazioni per il settore edile, rendendo più snelle le procedure burocratiche prima dell’inizio di alcune attività. All’articolo 30 prevede che la richiesta del Certificato di Agibilità possa essere inoltrata agli uffici competenti anche per singoli edifici o per porzioni di essi purché autonomi. Con l’Art. 20, si estende il concetto di ristrutturazione edilizia agli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici con sagoma differente da quella preesistente. La novità introdotta vale per tutti gli immobili ad eccezione di quelli sottoposti a vincoli paesaggistici, ambientali o culturali. Demolizione e ricostruzione di un immobile non saranno più un interventi di edilizia pesante e pertanto non occorrerà il Permesso di costruire ma sarà sufficiente la Scia (Segnalazione Certificata Inizio Attività) e solo dopo la comunicazione da parte dello Sportello Unico dell’avvenuta acquisizione degli atti di assenso, l’interessato potrà dare inizio ai lavori da ultimare entro tre anni. Con l’Art. 31 si prevedono importanti semplificazioni per il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), introducendo in particolare:

  • L’acquisizione d’ufficio del documento per via telematica, mediante la presentazione dei seguenti documenti:
    • verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i) del codice degli appalti pubblici (ossia per la verifica dell’assenza di violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali);
    • aggiudicazione definitiva del contratto pubblico;
    • pagamento degli stati avanzamento lavori o delle prestazioni relative a servizi e forniture;
    • certificato di collaudo, il certificato di regolare esecuzione, il certificato di verifica di conformità, e il pagamento del saldo finale.
  • Una maggiore validità del documento, estendendola per una durata di 180 giorni.

NOVITÀ FISCALI

1. Solidarietà fiscale negli appalti.

Con l’art. 50 il Decreto del fare, modifica l’art. 35 della D.l. 233/2006, escludendo la responsabilità fiscale tra appaltante e subappaltante per il mancato versamento dell’Iva nell’ambito dell’affidamento del contratto di appalto e subappalto.

2. Espropriazione prima casa.

Con le modifiche introdotte all’art. 52 del Decreto del fare, è stato completamente riscritto l’art. 76, comma 1, del Dpr 602/73. La nuova normativa prevede l’impignorabilità dell’unico immobile di proprietà del debitore se adibito ad abitazione principale, ad eccezione degli immobili di lusso o comunque classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli). Per tutti gli altri immobili, l’agente di riscossione potrà procedere all’espropriazione, per crediti superiori ad Euro 120.000,00 e per i quali sia già stata iscritta ipoteca sull’immobile. L’esecuzione dell’esproprio potrà essere resa effettiva non prima di 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca (ante Decreto 69/2013 erano sufficienti 4 mesi).

3. Rateizzazione dei debiti con la Pubblica Amministrazione.

Il Decreto de quo, introduce importanti modifiche in tema di riscossione, prevedendo l’allungamento del tempo massimo di rateizzazione dei debiti verso la Pubblica Amministrazione. È prevista la possibilità della concessione al contribuente, nell’ipotesi di temporanea situazione di obbiettiva difficoltà dello stesso, di una ripartizione del pagamento, sia per la prima sia per la seconda dilazione, fino a un massimo di 120 rate mensili (in luogo delle 72 rate previste dall’art. 19 del Dpr 602/73). L’estensione è concessa a condizione che sia accertata una grave situazione di difficoltà del contribuente non dovuta a sue responsabilità ma legata alla crisi economica e tale da rendere impossibile il rispetto del piano ordinario. La decadenza dall’eventuale concessione dal beneficio sarà comminata esclusivamente se, nel corso del periodo di rateazione, il beneficiario dovesse omettere il pagamento di otto rate, anche non consecutive.

4. Tobin Tax, proroga per il versamento.

il decreto in esame introduce una proroga dei termini per il versamento della cosiddetta Tobin Tax, in particolare:

  • Termine ultimo per il versamento della Tobin Tax su trasferimento di azioni, strumenti partecipativi e derivati, 1 settembre 2013;
  • Termine ultimo per il versamento della Tobin Tax sulle negoziazioni ad alta frequenza 16 ottobre 2013.

IMPRESA

1. Fondo di garanzia per le PMI.

Per riattivare il circuito del credito, il decreto prevede il potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia, per consentire l’accesso a una platea molto più ampia di piccole e medie imprese. A questo scopo, in particolare, dispone (i) la revisione dei criteri di accesso per il rilascio della garanzia che allargherà notevolmente la platea delle imprese che potranno utilizzare il Fondo, (ii) la semplificazione delle procedure e delle modalità di presentazione delle richieste attraverso un maggiore ricorso alle modalità telematiche, nonché (iii) la limitazione del rilascio della garanzia a favore delle sole operazioni finanziarie di nuova concessione ed erogazione.

2. Acquisto macchinari ad uso produttivo, contributi senza interessi.

Il Decreto introduce la possibilità per le piccole e medie imprese di accedere a finanziamenti a tasso agevolato per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo. I finanziamenti saranno concessi entro il 31 dicembre 2016 da banche convenzionate, avranno durata massima di 5 anni e per un valore non superiore a 2 milioni di Euro per ciascuna impresa (il limite massimo così determinato potrà essere raggiunto anche con più operazioni di acquisto). I soggetti beneficiari sono le imprese di piccola e media dimensione, così come definite dalla Raccomandazione CE 2003/361, si tratta, in base alla normativa vigente, delle imprese con meno di 250 dipendenti, con fatturato annuo non superiore a 50 milioni di Euro o totale di bilancio non superiore a 43 milioni di Euro (se l’impresa non è autonoma dovranno essere sommati, al fine dell’esatta determinazione della dimensione aziendale, anche i valori dei parametri delle imprese associate e/o collegate).

GIUSTIZIA CIVILE/PROCEDURE CONCORSUALI

1. MEDIAZIONE OBBLIGATORIA.

Il Decreto 69/2013 ripristina la mediazione obbligatoria per numerose tipologie di cause. Prevede altresì l’istituzione di un contingente di 400 giudici non togati per lo smaltimento del contenzioso pendente presso le Corti di Appello, (ii) l’istituzione della figura di assistente di studio presso la Corte di cassazione in particolare 30 magistrati ordinari già in ruolo potranno essere assegnati dal CSM alle sezioni civili della Corte di Cassazione, per conseguire un aumento della produttività del settore, contrastando l’attuale tendenza ad un aumento delle pendenze. Introduce, poi, la possibilità – nell’ambito dei processi di divisione di beni in comproprietà (notoriamente lunghi) – di attribuire la delega a un notaio nominato dal giudice per le operazioni di divisione, quando ci sia accordo tra i comproprietari sulla necessità di divisione del bene. Prevede, infine, la concentrazione esclusiva presso i Tribunali e le Corti di appello di Milano, Roma e Napoli delle cause che coinvolgono gli investitori esteri (senza sedi stabili in Italia) con lo scopo di garantire una maggiore prevedibilità delle decisioni e ridotti costi logicistici. In base al comma 2 dell’articolo 84 Dl 69/2013, tutte le nuove disposizioni in materia di mediazione si applicheranno decorsi trenta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto

2. CONCORDATO PREVENTIVO.

Il Decreto modifica l’attuale disciplina del concordato preventivo cosiddetto in bianco mirando ad impedire condotte abusive della domanda in bianco. L’art. 81 del decreto apporta i seguenti correttivi alla disciplina del concordato preventivo in bianco:

  1. Alla domanda di concordato oltre ai tre bilanci degli ultimi esercizi si dovrà allegare l’elenco dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti;
  2. Il Tribunale potrà fin da subito, nominare il commissario giudiziale che controllerà se l’impresa in crisi si stia effettivamente attivando per predisporre una compiuta proposta di pagamento ai creditori.

In presenza di atti in frode ai creditori e di condotta pregiudizievole da parte dell’imprenditore, il Tribunale potrà far derivare la caducazione degli effetti protettivi derivati dall’apertura della procedura e, ricorrendone i presupposti, potrà convertire il concordato in fallimento. Nel lasso temporale che intercorre tra la presentazione della domanda e quella del piano l’imprenditore dovrà obbligatoriamente tenere informato il tribunale della gestione finanziaria dell’impresa e di ogni attività compiuta ai fini della predisposizione della proposta e del piano. In caso di inadempimento a tali obblighi informativi, le conseguenze sarebbero le medesime previste in relazione alle eventuali “condotte pregiudizievoli” così come sopra meglio descritte. Diverse invece sono le conseguenze derivanti dall’accertamento dell’eventuale inadeguatezza delle attività compiute ai fini della predisposizione della proposta e del piano, in questa ipotesi, infatti, è stata data facoltà al Tribunale di provvedere con decreto motivato ad una riduzione dei termini per la presentazione del Piano e dei relativi allegati così come previsto dall’art. 161, comma 6 della L.F. ss.mm.ii.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *