Il 26 giugno 2012 è stato pubblicato sul supplemento ordinario n. 129 della Gazzetta ufficiale n. 147 il Decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, cosiddetto “Decreto sviluppo” recante “Misure urgenti per la crescita del Paese”.Sono state apportate importanti modifiche al regime Iva nell’ambito delle cessioni e delle locazioni degli immobili. Per effetto della normativa in vigore fino al 26/06/2012 le cessioni di immobili, destinati ad uso abitativo, effettuate dalle imprese trascorsi cinque anni dalla costruzione erano esenti IVA, allo stesso modo la maggior parte delle locazioni effettuate direttamente dal soggetto edificatore oltre il predetto termine quinquennale. In tali ipotesi, gli imprenditori edili non potevano compensare l’IVA pagata per l’acquisto dei beni e dei servizi relativi all’immobile, dovendo semmai restituire all’erario l’IVA accumulata a credito. Con la modifica introdotta dal Decreto Sviluppo, invece, l’Iva viene applicata alle cessioni e alle locazioni anche decorsi cinque anni, riportando in tal modo l’imposta a una condizione di neutralità nei confronti degli imprenditori edili.

Sempre nel settore edile con il Decreto de quo, è stata elevata la detrazione Irpef dal 36% al 50% per le spese sui lavori di ristrutturazione, ed è stato inoltre incrementato il limite di spesa che passa dagli attuali 48 mila euro a euro 96 mila. È stata diminuita a decorrere dal 01/01/2013 la percentuale di detrazione delle spese per interventi di riqualificazione energetica dal 55% al 50%.Il Decreto Sviluppo è intervenuto anche sulla Legge fallimentare, apportando numerose modifiche alle attuali procedure negoziali delle crisi d’impresa, modifiche che entreranno in vigore decorsi 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di conversione di detto Decreto.In particolar modo è stata introdotta la possibilità di anticipare gli effetti della proposizione di un concordato preventivo. L’imprenditore potrà depositare il ricorso contenente la domanda di concordato e riservarsi la possibilità di depositare successivamente, in un termine fissato dal giudice compreso fra 60 e 120 giorni e prorogabile, in presenza di giustificati motivi, di non oltre 60 giorni, la proposta, il piano e la documentazione necessaria prevista conservando al contempo gli effetti della domanda in caso di conversione in accordo di ristrutturazione dei debiti.Ulteriormente agevolata la continuità aziendale, viene infatti riconosciuta all’imprenditore, ricevuta l’autorizzazione del Tribunale, la possibilità di contrarre nuova finanza al fine di effettuare il pagamento di fornitori strategici ed è stata introdotta inoltre una disposizione specifica per il concordato di continuità aziendale. In tal senso sono due le modifiche importanti da sottolineare  la prima relativa alla possibilità che è stata riconosciuta di continuare nella esecuzione di contratti pubblici per soggetti che siano stati ammessi al Concordato Preventivo. Tanto a condizione che il professionista incaricato attesti la conformità al piano e la ragionevole capacità di adempimento.  Detta possibilità risulta estendibile anche ad eventuali cessionari dell’azienda o di un ramo della stessa nel cui perimetro sia stato ricompreso il contratto in questione. Per di più l’ammissione al concordato non impedirà neanche la partecipazione  alle procedure di assegnazione di contratti pubblici a condizione che un professionista indipendente incaricato attesti la conformità al piano e la capacità di adempiere alle obbligazioni insorgende dal contratto pubblico ed altro operatore terzo fornisca garanzia di intervenire direttamente in caso di necessità con propri mezzi per assicurare l’esecuzione del contratto. Novità importanti riguardano, infine, le società italiane non quotate, di media e piccola dimensione (a esclusione delle micro imprese), il Decreto, ha introdotto infatti la possibilità di ricorrere al mercato dei capitali mediante l’emissione di strumenti di debito a breve termine (cambiali finanziarie) e a medio lungo termine (obbligazioni e titoli similari, obbligazioni partecipative subordinate), si precisa che per poter accedere al tale forma di finanziamento devono essere rispettate le seguenti condizioni:

  • Il provvedimento prevede che la società emittente, se di piccola o media dimensione, debba essere assistita da uno sponsor con il compito di (i) supportare la società nella fase di emissione e di collocamento; (ii) sottoscrivere e mantenere nel proprio portafoglio, fino alla naturale scadenza, una quota dei titoli; (iii) facilitare la liquidità degli scambi sui titoli per tutta la durata dell’emissione. Nel caso di mancata quotazione dei titoli, lo sponsor dovrà altresì procedere ad una valutazione periodica, su base almeno semestrale, del loro valore, nonché ad una classificazione della società emittente in una categoria di rischio alla luce della sua qualità creditizia.
  • L’ultimo bilancio dell’emittente deve essere certificato da un revisore contabile e i titoli devono essere collocati e destinati alla circolazione solo presso investitori non soci dell’emittente.
  • Il limite massimo di cambiali finanziarie in circolazione è dato dal totale dell’attivo circolante in base all’ultimo bilancio certificato e approvato.
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