In data 27 Dicembre 2013 è stato pubblicata, sul Supplemento Ordinario n. 87 della Gazzetta Ufficiale n. 302, la Legge di stabilità 2014, Legge n. 147. Vi segnaliamo di seguito le principali novità di carattere fiscale introdotte.

AGEVOLAZIONI FISCALI – ARTT.1 co. 139, co. 583

Detrazioni per gli interventi volti al recupero e alla riqualificazione energetica degli edifici – Art. 1 co.139

La legge di stabilità 2014 contiene importanti novità sui bonus per gli interventi volti alla riqualificazione energetica, al recupero del patrimonio edilizio, per determinati interventi antisismici e per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica

In relazione alla detrazione IRPEF/IRES per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, di cui ai co. 344 – 347 dell’art. 1 della L. 296/2006 è stabilito che l’aliquota sia pari al:

  • 55% per le spese sostenute fino al 5.6.2013;
  • 65% per le spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2014;
  • 50% per le spese sostenute dall’1.1.2015 fino al 31.12.2015.

Per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali, di cui agli artt. 1117 e 1117-bis c.c. oppure per gli interventi che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, la suddetta agevolazione è stabilita nella misura del:

  • 65% per le spese sostenute dal 6.6.2013 al 30.6.2015;
  • 50% per le spese sostenute dall’1.7.2015 al 30.6.2016.

Si segnala che per i lavori di riqualificazione energetica il limite massimo della detrazione spettante rimane invariato e differisce a seconda della tipologia dell’intervento effettuato. Per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti la detrazione massima consentita è di euro 100.000,00; per gli interventi sull’involucro degli edifici esistenti e aventi ad oggetto l’installazione di pannelli solari la detrazione massima consentita è di euro 60.000,00; per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale la detrazione massima consentita è di euro 30.000,00.

Detrazione per gli interventi di recupero edilizio

La detrazione IRPEF per gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16-bis del TUIR, invece, nel limite massimo di spese detraibile pari a 96.000,00 euro per unità immobiliare, è pari al:

  • 50% per le spese sostenute dal 26.6.2012 al 31.12. 2014;
  • 40% per le spese sostenute dall’1.1.2015 al 31.12.2015.

Detrazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici

In relazione all’agevolazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici (con determinate caratteristiche) finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione (c.d. “bonus arredamento”), introdotta dall’art. 16 co. 2 del DL 63/2013, la detrazione IRPEF del 50% si applica alle spese sostenute dal 6.6.2013 al 31.12.2014. Rimane invariato l’ammontare complessivo della spesa agevolabile per l’acquisto di mobili, che non può essere superiore a 10.000,00 euro, e la ripartizione della detrazione tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.

Detrazione per gli interventi antisismici in zone ad alta pericolosità

Per determinati interventi antisismici (concernenti la realizzazione di opere finalizzate all’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, di cui alla lett. i) dell’art. 16-bis co.1 del TUIR), fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 96.000,00 euro per unità immobiliare, si applica una detrazione dall’imposta lorda pari al:

  • 65% per le spese sostenute fino al 31.12.2014;
  • 50% per le spese sostenute dall’1.1.2015 al 31.12.2015.

La nuova detrazione introdotta dall’art. 16 co. 1-bis del DL 63/2013 si rende applicabile agli interventi:

  • le cui procedure autorizzato rie sono attivate a decorrere dal 4.8.2013;
  • eseguiti su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), di cui all’OPCM 20.3.2003 n. 3274;
  • che si riferiscono a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive.

Come chiarito dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate 18.9.2013 n. 29, inoltre, possono beneficiare delle nuova detrazione sia i soggetti passivi IRPEF, che i soggetti passivi IRES.

IRPEF – Artt. 1 co. 575 – 576, co. 175, co. 160 lett. a), co. 590, co. 631 – 632, co. 509, co. 205, co. 206

Detrazioni IRPEF per oneri – Riordino ed eventuale riduzione dell’aliquota – Art. 1 co. 575 -576

Viene prevista l’adozione di provvedimenti normativi, anche con effetto retroattivo, (in deroga all’art. 3 della L. 27.7.2000 n. 212 Statuto del contribuente), di razionalizzazione delle detrazioni IRPEF per oneri, di cui all’art. 15 del TUIR, al fine di assicurare maggiori entrate. I suddetti provvedimenti devono essere emanati entro il 31.1.2014. Qualora non vengano emanati entro la predetta data del 31.1.2014 è prevista una “clausola di salvaguardia” in base alla quale la misura della detrazione IRPEF di cui all’art. 15 co. 1 del TUIR è comunque ridotta:

  • dal 19% al 18% per il periodo di imposta in corso al 31.12.2013;
  • al 17% a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31.12.2014.

Lavoratori dipendenti “frontalieri” – Franchigia di esenzioni – Art. 1 co. 175

Viene messa a regime l’agevolazione prevista per i c.d. “lavoratori frontalieri”. Le nuove disposizioni si applicano a decorrere dall’1.1.2014 e confermano quanto previsto per gli anni precedenti. La disciplina in esame si applica ai lavoratori dipendenti:

  • residenti nel territorio dello Stato italiano;
  • che prestano l’attività lavorativa all’estero in zona di frontiera o in altri Paesi limitrofi al territorio nazionale, in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto.

Con riferimento ai suddetti soggetti, il reddito di lavoro dipendente prestato all’estero continua a concorrere alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF (e relative addizionali) solo per l’importo eccedente 6.700,00 euro, così come stabilito per gli anni 2012 e 2013.

Contributo di solidarietà del 3% – Art. 1 co. 590

Viene prevista la proroga, dall’1.1.2014 al 31.12.2016 del “contributo di solidarietà” del 3% sul reddito complessivo IRPEF eccedente l’importo di 300.000,00 euro lordi annui, di cui all’art. 2 co. 2 del DL 13.8.2011 n. 138 conv. L. 14.9.2011 n. 148.

Addizionale regionale IRPEF – Differimento al 2015 di alcune disposizioni – Art. 1 co. 509

Mediante la modifica dell’art. 6 co. 7 del DLgs 6.5.2011 n. 68, viene ulteriormente differita dal 2014 al 2015 l’applicazione di alcune disposizioni in materia addizionale regionale IRPEF.

Destinazione del 5 per mille dell’IRPEF – Proroga per l’anno 2014 – Art. 1 co. 205

La facoltà di destinazione del 5 per mille dell’IRPEF viene prorogata anche in relazione alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013 (730/2014 e UNICO 2014 PF) secondo modalità analoghe a quelle applicate negli anni precedenti.

Destinazione dell’8 per mille dell’IRPEF allo Stato – Utilizzo – Art. 1 co. 206

Il contribuente persona fisica può decidere di destinare l’8 per mille della propria IRPEF, anziché ad una confessione religiosa riconosciuta, allo Stato, con un vincolo di utilizzo per scopi di interesse sociale o di carattere umanitario, a diretta gestione statale. Precedentemente alla novità introdotta le aree di intervento per l’utilizzo dell’8 per mille dell’IRPEF destinato allo Stato erano: fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali. Per effetto della disposizione in esame, l’8 per mille dell’IRPEF destinato allo Stato può essere utilizzato anche per interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione.

IMPOSTE DIRETTE – ARTT. 1 co. 146, 150 -152, art. 1 co. 156, art. 1 co. 162 -163, art. 1 co. 177 – 179, art. 1 co. 281 – 284, art. 1 co. 132

Rivalutazione dei beni d’impresa – Art. 1 co. 140 – 146

La legge di stabilità ripropone le norme in materia di rivalutazione dei beni di impresa, mediante il pagamento di un’imposta sostitutiva sui maggiori valori iscritti pari al 16% (per i beni ammortizzabili) ovvero al 12% (per i beni non ammortizzabili). Possono beneficiare delle norme in commento le imprese che adottano, per la redazione del bilancio, i principi contabili nazionali. Possono essere rivalutati i beni materiali e immateriali, con esclusione di quelli alla cui produzione e scambio è diretta l’attività di impresa, nonché le partecipazioni in società controllate o collegate iscritte tra le immobilizzazioni. Per le imprese con esercizio sociale coincidente con l’anno solare, la rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio al 31.12.2013. I maggiori valori iscritti in bilancio si considerano fiscalmente riconosciuti:

  • in generale, dal periodo di imposta 2016;
  • agli specifici fini della determinazione delle plusvalenze e delle minusvalenze, a decorrere dall’1.1.2017.

È prevista la possibilità di affrancare il saldo attivo di rivalutazione mediante il versamento di un’ulteriore imposta sostitutiva del 10%.

Riallineamento dei valori civili e fiscali – Art. 1 co. 146, 150 – 152

È prevista la possibilità di riallineare i valori civili e fiscali dei beni acquisiti con operazioni straordinarie effettuate a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31.12.2012. Viene prevista la possibilità di riallineare i valori civili e fiscali dei beni materiali e immateriali, nonché delle partecipazioni immobilizzate, mediante l’assolvimento della stessa imposta sostitutiva del 16% o del 12% prevista per la rivalutazione. È stata resa strutturale la norma a suo tempo contenuta nell’art 15 co. 10-bis e 10-ter del DL 185/2008, concernente il riallineamento dei maggiori valori delle partecipazioni di controllo iscritti in bilancio a titolo di avviamento, marchi e altre attività immateriali. Le modalità attuative di tale riallineamento saranno definite da un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Riapertura della rideterminazione del costo di partecipazioni e terreni – Art. 1 co. 156

Viene riproposta l’agevolazione che consente di rideterminare il costo o il valore fiscale di acquisto delle partecipazioni non quotate e dei terreni posseduti, al di fuori del regime di impresa, alla data dell’1.1.2014, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze conseguite, ex art. 67 co. 1 lett. a) – c-bis) del TUIR, allorchè le partecipazioni o i terreni vengano ceduti a titolo oneroso. Entro il termine del 30.6.2014 occorrerà che:

  • un professionista abilitato rediga e asseveri la perizia di stima delle partecipazioni o del terreno;
  • il contribuente interessato versi l’imposta sostitutiva pari al 2% per le partecipazioni non qualificate e pari al 4% per le partecipazioni qualificate e i terreni edificabili e a destinazione agricola per l’intero suo ammontare, ovvero (in caso di rateizzazione) limitatamente alla prima delle tre rate annuali di pari importo.

Deducibilità dei canoni di leasing – Art. 1 co. 162 -163

La legge di stabilità ha modificato gli art. 54 e 102 del TUIR, riducendo la c.d. “durata minima fiscale” dei contratti di leasing (ovvero il periodo minimo entro il quale ripartire ai fini fiscali il “monte canoni” totale). Nel dettaglio, per le imprese:

  • per i beni mobili (fatta eccezione per i veicoli diversi da quelli utilizzati esclusivamente quali beni strumentali nell’esercizio dell’impresa, adibiti ad uso pubblico ovvero concessi in uso promiscuo ai dipendenti) si passa dai 2/3 del periodo di ammortamento “tabellare” a ½ del suddetto periodo;
  • per i beni immobili, si passa dai 2/3 del periodo di ammortamento “tabellare” con un minimo di 11 anni e un massimo di 18 anni, ad un periodo “fisso”di 12 anni.

Le nuove regole trovano applicazione con riferimento ai contratti stipulati a decorrere dall’1.1.2014.

Transfer pricing – Indicatori di profitto per le società operanti nel settore della raccolta di pubblicità on line e dei servizi ad essa ausiliari – Art. 1 co. 177 – 179

Le società che operano nel settore della raccolta di pubblicità on line e nei servizi ad essa ausiliari, nella determinazione del reddito di impresa relativo alle operazioni con società non residenti nel territorio dello Stato che direttamente o indirettamente le controllano e ne sono controllate, devono utilizzare indicatori di profitto diversi da quelli applicabili ai costi sostenuti per lo svolgimento della propria attività. È fatto salvo il ricorso alla procedura di ruling di standard internazionale di cui all’art. 8 del DL 269/2003, conv. L. 326/2003, mediante la quale le imprese con attività internazionale possono determinare, in contraddittorio con l’Amministrazione finanziaria, il valore delle transazioni intercompany.

Transfer pricing – Estensione della disciplina all’IRAP – Art. 1 co. 281 – 284

È disposta, per i periodi di imposta successivi a quello corso al 31.12. 2007, l’applicabilità, anche ai fini IRAP della disciplina in materia di prezzi di trasferimento praticati nell’ambito delle operazioni infragruppo con consociate estere di cui all’art. 110 co. 7 del TUIR. La norma supera le incertezze dettate dal fatto che, in virtù del principio di derivazione, la base imponibile IRAP non avrebbe dovuto ricomprendere i maggiori ricavi da transfer pricing, essendo questi di natura extracontabile. Alle rettifiche operate in applicazione della nuova disposizione, ai soli fini IRAP, non si applica la sanzione per infedele dichiarazione di cui all’art. 1 co. 2 del DLgs 471/97:

  • limitatamente ai periodi di imposta successivi a quello in corso al 31.12.2007;
  • fino al periodo di imposta 2012 per i c.d. “soggetti solari”.

Deduzione per l’incremento occupazionale – Art. 1 co. 132

A decorrere dal periodo di imposta in corso al 31.12.2014, per i soggetti che incrementano il numero di dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato, rispetto al numero dei lavoratori assunti con il medesimo contratto mediamente occupati nel periodo di imposta precedente, è prevista la deducibilità, ai fini IRAP, del costo del predetto personale. A differenza del passato, non sono più previsti limiti temporali: l’attuale agevolazione si applica a regime. Tale nuova deduzione per l’incremento occupazionale è cumulabile con le altre già esistenti, ivi incluse quelle per dipendenti a tempo indeterminato finalizzate alla riduzione del cuneo. In questo caso l’ammontare deducibile per ogni dipendente non può comunque eccedere la somma:

  • della retribuzione;
  • degli altri oneri e spese a carico del datore di lavoro.

NOVITÀ IN MATERIA DI IMMOBILI – ARTT. 1 co. 63-67, art. 1 co. 139, art. 1 co. 50, art. 1 co. 164 – 166, art. 1 co. 608 – 609

Conto dedicato per gli atti immobiliari e di cessione d’azienda – Art. 1 co. 63 – 67

Viene previsto un nuovo sistema volto ad assicurare maggiori garanzie in relazione agli atti di trasferimento immobiliare e di cessione d’azienda. Viene disposto che il corrispettivo dell’atto di trasferimento, da versare in adempimento di un atto stipulato di fronte a notaio o ad altro pubblico ufficiale, non venga immediatamente messo a disposizione del venditore (come avviene oggi), bensì venga versato su un apposito conto dedicato, dal quale la somma verrà versata alla parte venditrice solo dopo che siano state portate a termine le formalità di registrazione e di trascrizione.

Tracciabilità del pagamento dei canoni di locazione di immobili abitativi – Art. 1 co. 50

I pagamenti riguardanti i canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l’importo (e, quindi, anche per somme inferiori a 1.000,00 euro), in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità (bonifici o assegni non trasferibili), anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore.

Cessione del contratto di leasing – Art. 1 co. 164 – 166

Vengono modificati l’art. 40 co. 1-bis del D.P.R. 131/86 e l’art. 87 della Tariffa, allegata al Decreto medesimo, in modo da prevedere che la cessione di contratti di leasing aventi ad oggetto immobili strumentali, anche da costruire, sia soggetta ad imposta di registro (anche quando l’atto risulti soggetto ad IVA) nella misura del 4%.

Imposta di registro sugli atti immobiliari – Art. 1 co. 608 – 609

La legge di stabilità 2014 interviene modificando (prima ancora che esso entri in vigore) il quadro impositivo indiretto introdotto dal DLgs 14.3.2011 n. 23, applicabile ai trasferimenti immobiliari, dall’1.1.2014. La L. 147/2013:

  • introduce un’aliquota specifica per i trasferimenti di terreni agricoli in assenza di agevolazioni (art. 12%);
  • esclude dall’abrogazione generalizzata disposta dall’art. 10 co. 4 del DLgs 23/2011 le agevolazioni della piccola proprietà contadina.

Come precedentemente indicato l’1.1.2014 entrerà in vigore l’art. 10 del DLgs 14.3.2011 n. 23, che aveva a suo tempo disposto la riforma della tassazione degli atti di trasferimento immobiliare. In applicazione delle nuove norme, dall’1.1.2014, gli atti di trasferimento immobiliare non saranno più soggetti alle molteplici aliquote dell’imposta di registro di cui all’art. 1 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 131/86 bensì solo alle due aliquote seguenti:

  • 2% in presenza delle condizioni per l’agevolazione prima casa;
  • 9% in tutti gli altri casi.

Il DL 12.9.2013 n. 104 ha modificato in parte la disciplina dettata dall’art. 10 del DLgs 23/2011, disponendo l’applicazione delle imposte ipotecaria e catastale fisse (50,00 euro ciascuna) agli atti immobiliari che, dall’1.1.2014, saranno soggetti all’imposta di registro con le aliquote sopra individuate.

IVA

Web tax – Art. 1 co. 33

Dall’1.7.2014, in base al nuovo art. 17 – bis del DPR 633/72:

  • i soggetti passivi IVA che intendono acquistare servizi di pubblicità e link sponsorizzati on line, anche attraverso centri media e operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita IVA rilasciata dall’Amministrazione finanziaria italiana;
  • gli spazi pubblicitari on line e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca, visualizzabili sul territorio italiano durante la visita di un sito internet o la fruizione di un servizio on line attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti, quali editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario, titolari di partita IVA rilasciata dall’Amministrazione finanziaria italiana.

TRIBUTI LOCALI – ARTT. 1 co. 639, 640, 682 – 703, 641, 668, 686, 640, 669 – 679, 681, 687, 704 e 705, 714

Imposta Unica Comunale (IUC) – Art. 1 co. 639, 640, 682 – 703

È stata istituita l’Imposta Unica Comunale (IUC) La nuova IUC è applicabile a decorrere dall’1.1.2014. La IUC si basa su due presupposti impositivi:

  • quello costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura ed al loro valore;
  • quello collegato all’erogazione e alla fruizione dei servizi comunali.

La IUC si compone:

  • dell’IMU (imposta municipale propria), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali;
  • della componente riferita ai servizi comunali che si articola:
    • nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile;
    • nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

La disciplina relativa alla TARI è contenuta nell’art. 1 co. 641, 668 e 686, la disciplina relativa al TASI è contenuta nell’art. 1 co. 640, 669 – 679, 681, 687 della medesima legge di stabilità. La TARI si applica in relazione alle superfici dichiarate o accertate ai fini dei precedenti prelievi sui rifiuti ed è commisurata in base ad una tariffa:

  • commisurata ad anno solare;
  • calcolata in base, in alternativa:
    • ai criteri determinati con regolamento di cui al DPR 158/99;
    • alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte, nonché al costo del servizio sui rifiuti.

In merito al TASI la base imponibile è quella prevista per l’applicazione dell’IMU. L’aliquota di base del TASI è pari all’1 per mille e può essere ridotta dai Comuni, con una deliberazione del consiglio comunale, fino al suo azzeramento. A seguito dell’introduzione della IUC è stato abrogato dall’1.1.2014 il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES). (Art. 1 co. 704 e 705).

Imposta municipale secondaria – Art. 1 co. 714

Modificando gli artt. 7 e 11 del Dlgs 14.3.2011 n. 23 è stato disposto il differimento all’anno 2015 dell’introduzione dell’imposta municipale secondaria.

IMU – ARTT. 1 co. 680, 728

Proroga del versamento della “mini – IMU” e della maggiorazione TARES per il 2013 – Art. 1 co. 680

Entro il 24.1.2014 dovrà essere versata:

  • la c.d. “mini – IMU”;
  • la maggiorazione standard della TARES prevista dall’art. 14 co. 13 del DL 201/2011 (conv. L. 214/2011), nel caso in cui il versamento non sia già stato eseguito entro il 16.12.2013.

Si segnala che l’art. 1 del DL 30.11.2013 n. 133 ha stabilito che il versamento della seconda rata dell’IMU per l’anno 2013 non è dovuto, totalmente o parzialmente, in relazione:

  • alle abitazioni principali e relative pertinenze;
  • alle unità immobiliari equiparate o assimilate all’abitazione principale;
  • ai terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti ad uso strumentale;
  • ai fabbricati rurali ad uso strumentale.

Per tali immobili l’abolizione della seconda rata dell’IMU per il 2013 è totale soltanto se il Comune competente non ha incrementato le aliquote rispetto a quelle stabilite dalla legge. Se il Comune ha incrementato le aliquote deve essere versato entro il termine suddetto il saldo dell’IMU dovuta per l’anno 2013, la c.d. “mini – IMU”, che è pari al 40% delle differenza positiva tra:

  • l’ammontare dell’imposta risultante dall’applicazione dell’aliquota e della detrazione, deliberate o confermate dal Comune per l’anno 2013 in relazione alle suddette tipologie di immobili;
  • l’ammontare dell’imposta risultante dall’applicazione dell’aliquota e della detrazione di base previste dalle norme statali per ciascuna tipologia di immobile.

Nella legge di stabilità sono contenute altre novità in materia di imposta municipale propria (IMU) che vanno dall’eliminazione dell’IMU per l’abitazione principale ed assimilazioni stabilite dai Comuni all’esenzione dall’ IMU dei fabbricati rurali ad uso strumentale. (Art. 1 co. 707 lett. a),b),c) e d), 707 lett. b) n.3, co. 707 lett. c), 708), all’applicazione dell’IRPEF sull’immobile non locato (Art.1 co. 717 e 718) al regime sanzionatorio (Art.1 co. 722 – 727).

Mini sanatoria della seconda rata 2013 – Art. 1 co. 728

Nel caso di insufficiente versamento della seconda rata dell’IMU 2013, non sono dovute sanzioni e interessi qualora la differenza sia corrisposta entro il termine della prima rata 2014 (scadente il 16.6.2014).

IMPOSTE INDIRETTE – ARTT. 1 co. 165 – 166, co. 581, 591 – 597, 582, 737, 616

A decorrere dall’1.1.2014 sono esenti dall’imposta provinciale di trascrizione le cessioni di veicoli oggetto di contratti di locazione finanziaria, effettuate a seguito di esercizio del diritto di riscatto dei veicoli di leasing. Sono apportate alcune innovazioni alla disciplina dell’imposta di bollo sui prodotti finanziari di cui all’art. 13 co. 2-ter del DPR 626/72. La legge di stabilità ha incrementato l’aliquota dell’imposta patrimoniale sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato, IVAFE, a partire dal 2014. Tale aliquota è pari all’0,2%. Viene previsto che agli atti aventi ad oggetto trasferimenti gratuiti di beni di qualsiasi natura, effettuati nell’ambito di operazioni di riorganizzazione tra enti appartenenti alla medesima struttura organizzativa politica, sindacale, di categoria, religiosa, assistenziale o culturale, si applicano, se dovute, le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200, 00 euro ciascuna. Ai sensi dell’art. 7- bis del DLgs 241/97, in caso di omessa o tardiva presentazione delle dichiarazioni dei redditi, IVA e IRAP, ai soggetti indicati dall’art. 3 co. 3 del DPR 322/98 (gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro; i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria; le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori indicate nell’articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonche’ quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche; i centri di assistenza fiscale per le imprese e per i lavoratori dipendenti e pensionati; gli altri incaricati individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze) si applica una sanzione da euro 516,00 a euro 5.164,00. La legge di stabilità ha aggiunto il co. 1-bis alla norma richiamata, la stessa sanzione viene irrogata a carico dei soggetti di cui all’art. 15 del DM 31.7.98, “in caso di tardiva o omessa trasmissione telematica di dichiarazioni e di atti che essi hanno assunto l’impegno a trasmettere.”

RISCOSSIONE – ARTT. 1 co. 574, 618 – 624

Estensione della compensazione orizzontale ai crediti delle imposte dirette e dell’IRAP di importo superiore a 15.000,00 euro – Apposizione del visto di conformità – Art. 1 co. 574

I contribuenti che usano in compensazione i crediti relativi alle imposte dirette, per un importo superiore a 15.000,00 euro annui, devono richiedere l’apposizione del visto di conformità a decorrere dalle dichiarazioni relative al periodo di imposta in corso al 31.12.2013.

Definizione agevolata dei carichi inclusi in ruoli in riscossione – Art. 1 co. 618 – 624

La legge di stabilità 2014 ha previsto la possibilità di definire i debiti verso l’agente della riscossione, pagando per intero l’importo dovuto a titolo di sorte capitale e sanzioni e risparmiando invece sulla somma dovuta a titolo di interessi. In particolare, la riduzione introdotta è rappresentata non solo dagli interessi di mora (che maturano dopo la notifica della cartella di pagamento), ma anche quelli per ritardata iscrizione a ruolo (che maturano dalla data in cui è scaduto l’obbligo di pagamento iniziale). Restano invece dovuti l’aggio di riscossione e le eventuali spese per procedure esecutive o cautelari attivate dall’agente della riscossione. Il nuovo beneficio si applica a tutte le cartelle ricevute sino ad oggi dai contribuenti, o meglio ai ruoli consegnati all’agente della riscossione fino al 31 ottobre 2013, siano essi ordinari o straordinari. Restano escluse solo le ultimissime cartelle che ancora non sono state neanche notificate. Non vi sono neppure discriminazioni in ordine alla natura del debito, che può quindi essere tributario o non (ad esempio multe stradali, canoni, ecc.). Al fine di accedere al beneficio de quo il pagamento dovrà avvenire entro la fine di febbraio 2014. Entro il 30 giugno 2014, gli agenti della riscossione informano, mediante posta ordinaria, i debitori, che hanno effettuato il versamento nel termine previsto, dell’avvenuta estinzione del debito. Infine, per consentire il versamento delle somme dovute entro il 28 febbraio 2014 e la registrazione delle operazioni relative, la riscossione dei carichi oggetto di sanatoria resta sospesa fino al 15 marzo 2014. Per il corrispondente periodo sono sospesi i termini di prescrizione.

CONTENZIOSO – ARTT. 1 co. 611

Nuova disciplina del reclamo in campo tributario – Art. 1 co. 611

La Legge di Stabilità 2014 ha apportato rilevanti modifiche alla procedura di reclamo-mediazione, disciplinata dall’articolo 17-bis del D.Lgs. n. 546 del 1992. Tale norma statuisce che per gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate di valore non superiore a 20.000 euro, il contribuente, in luogo del ricorso, è tenuto a notificare apposito atto di reclamo, che può contenere un’ istanza di mediazione. Se la fase di mediazione ha esito negativo il reclamo si tramuta in ricorso, per cui, senza integrazione dei motivi, va depositato presso la segreteria del giudice. Il principale elemento negativo dell’istituto consiste nel fatto che l’assenza di notifica del reclamo causa l’inammissibilità del ricorso, con susseguente definitività dell’atto. Nella nuova formulazione dell’art. 17-bis del DLgs 546/92, la presentazione del reclamo non è più prevista a pena di inammissibilità, posto che essa diviene una condizione di procedibilità dell’azione. Dal punto di vista degli adempimenti e dell’iter procedurale, l’art. 17-bis del D.Lgs 546/92 non viene, in sostanza, modificato, per cui, se l’atto emesso dall’Agenzia delle Entrate è reclamabile, occorre notificare il reclamo entro i consueti sessanta giorni. Dalla notifica del reclamo possono trascorrere 90 giorni per stipulare l’atto di mediazione. La costituzione in giudizio del contribuente, in base al “nuovo” co. 9 dell’art. 17-bis del DLgs 546/92 deve avvenire, a pena di ammissibilità, entro 30 giorni che decorrono dallo spirare dei 90 dalla proposizione del reclamo, per cui la costituzione deve di fatto avvenire entro 120 giorni dalla notifica del medesimo. Tali considerazioni valgono anche per il termine di sessanta giorni entro cui il resistente, ai sensi dell’art. 23 del DLgs 546/92, deve costituirsi in giudizio. E’ espressamente previsto che ai fini del computo dei novanta giorni, operano le norme sui termini processuali: pertanto, se il reclamo viene notificato a giugno, ai novanta giorni dovranno essere sommati i 45 della c.d. “pausa estiva”, e lo stesso, ovviamente, dicasi per il termine di 30 giorni o di 60 per la costituzione in giudizio. La novità più importante riguarda l’effetto conseguente all’errore del contribuente, che, nelle ipotesi dubbie, potrebbe notificare il ricorso in luogo del reclamo o viceversa: nel modello antecedente, come evidenziato la presentazione “diretta” del ricorso avrebbe comportato l’inammissibilità del medesimo. Con la nuova disciplina il reclamo diviene una condizione di procedibilità, per cui nessuna inammissibilità può essere dichiarata. Dal punto di vista procedurale, se il difensore notifica l’impugnazione e si costituisce in giudizio prima del decorso dei novanta giorni, come si trattasse di una lite ricorribile, spetta all’Agenzia delle Entrate la scelta circa l’opportunità di eccepire l’improcedibilità. Qualora essa eccepisca ciò, il Presidente rinvia la trattazione della controversia per consentire la mediazione tra le parti. Se la mediazione non avviene, il processo proseguirà per le vie ordinarie, e lo stesso dicasi se l’Agenzia delle Entrate nulla eccepisce oppure omette di costituirsi in giudizio tempestivamente. Con l’introduzione del co. 9-bis all’art. 17-bis del DLgs 546/92 è contemplata la sospensione della riscossione delle somme dovute in base all’atto oggetto di reclamo. La sospensione dura sino al decorso dei novanta giorni dalla notifica del reclamo, termine entro il quale deve essere stipulata la mediazione. Essa, però, non opera in caso di dichiarazione di improcedibilità. Le modifiche apportate all’art. 17-bis del DLgs 546/92 operano a decorrere dagli atti notificati dal sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore della Legge, ossia dal 3 marzo 2014.

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