Il D.L. 13.8.2011, n. 138 contiene importanti e rilevanti modifiche alla disciplina delle società non operative, di cui all’art. 30 della Legge n. 724/1994. In particolare, in sede di conversione in legge del citato D.L. n. 138/2011 sono stati aggiunti all’art. 2 del citato D.L. 138 i commi da 36-quinquies a 36-duodecies, che non incidono direttamente sull’art. 30 della Legge n. 724/1994, ma contengono disposizioni volte ad inasprire sia la tassazione delle società di comodo, sia le condizioni per la verifica della non operatività. In particolare, le novità possono essere così schematizzate:

  • maggiorazione di 10,5 punti percentuali dell’aliquota Ires, nei confronti delle società e degli enti soggetti Ires che realizzano le condizioni di non operatività, anche laddove partecipino alla trasparenza fiscale o al consolidato fiscale nazionale;
  • previsione di una nuova ipotesi di non operatività, nel caso in cui la società o l’ente presentino dichiarazioni in perdita per tre periodi d’imposta consecutivi, ovvero dichiarino perdite per due periodi d’imposta e nel terzo realizzino un reddito imponibile inferiore a quello richiesto dall’art. 30 della Legge n. 724/1994.

Le novità descritte trovano efficacia a partire dal periodo d’imposta successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n. 138/2011 (e quindi in via generale dal 2012), e nella determinazione degli acconti dovuti per l’anno 2012, si deve assumere quale imposta dovuta per il periodo precedente (esercizio 2011) quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni normative. Con queste disposizioni, le c.d. società di comodo di cui all’articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, si possono idealmente ripartire in due categorie:

  • le “società non operative”, ossia le società che non superano il test di operatività previsto dal comma 1 del citato articolo 30;
  • le “società in perdita sistematica” che presentano tre periodi d’imposta in perdita ai sensi del citato comma 36-decies dell’articolo 2 (il c.d. periodo di osservazione).

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 1 del 15 febbraio 2013 ha emanato, in tema di società in perdita sistematica, una serie di chiarimenti interpretativi relativamente:

  1. alle cause di disapplicazione per le società che detengono partecipazioni, ed
  2. al divieto di compensazione Iva.

Per quanto attiene alle cause di disapplicazione per le società che detengono delle partecipazioni immobilizzate in società indicate alla lettera d), nn. 1, 2, 3 del provvedimento direttoriale 11 giugno 2011 (società non in perdita sistematica o esonerate dalla norma, oppure società collegate di black-list), ma che non sono in grado di utilizzare la causa di disapplicazione ivi prevista (perché svolgono attività diverse da quelle strettamente funzionali alle partecipazioni). L’Agenzia delle Entrate chiarisce che a differenza di quanto previsto dall’analoga causa di disapplicazione della disciplina sulle società “non operative” prevista dalla lettera e) del paragrafo 1 del Provvedimento del 14 febbraio 2008 (in cui è espressamente previsto che: “…La disapplicazione opera limitatamente alle predette partecipazioni.”), la causa di disapplicazione della disciplina sulle società in perdita sistematica di cui alla lettera d) del paragrafo 1 del Provvedimento dell’11 giugno 2012, non opera in modo “parziale”. Pertanto si potrà disapplicare in toto la disciplina delle società in perdita sistematica, qualora il valore economico delle proprie partecipazioni, iscritte esclusivamente tra le immobilizzazioni finanziarie, riconducibile alle società indicate ai nn. 1, 2 e 3 della citata lettera d), sia prevalente rispetto al valore (economico) di tutte le partecipazioni di cui dispone. Con riguardo, invece, alla possibilità per le società in perdita sistematica di utilizzare in compensazione il credito Iva, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che mentre per le società non operative, le limitazioni all’utilizzo dell’eccedenza annuale Iva a credito si riferiscono al credito Iva risultante dalla dichiarazione annuale del periodo d’imposta relativamente al quale non è stato superato il test di operatività di cui al comma primo dell’art. 30, per quelle in perdita sistematica, la circostanza che si siano verificati tre periodi d’imposta consecutivi in perdita fiscale concretizza il presupposto per applicare la disciplina delle società di comodo a decorrere dal quarto periodo d’imposta successivo, conseguentemente le limitazioni all’utilizzo del credito Iva vanno riferite alla sola eccedenza inerente al periodo d’imposta in cui trova applicazione la disciplina sulle società di comodo.

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